Bix

Bix Beiderbecke porta la cornetta alle labbra come se ogni nota fosse un modo di chiedere scusa per essere nato. Espulso dalla Lake Forest Academy, seduto in diagonale rispetto all’orchestra di Paul Whiteman, chino su un pianoforte scordato mentre la sigaretta gli annerisce il tasto del sol, muore a ventotto anni dentro una vasca da bagno.
Igor Ebuli Poletti non ne scrive la biografia: ne ascolta le ombre. Una prosa densa e corrosiva, che procede per deviazioni e monologhi, e che fa della sintassi quello che Bix faceva del tempo: la sposta di un millimetro.

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