Le origini dell’eleganza
Ogni epoca ha giocato il suo ruolo, ogni stile ha lasciato un frammento del proprio spirito nel grande mosaico della nostra identità collettiva. Questo libro, che raccoglie alcune delle più belle lezioni universitarie di Philippe Daverio, è un percorso tra stili e contrapposizioni, tra bellezza ed espressività, tra l’armonia classica e il gusto per la distorsione, tra l’ordine imposto e la ribellione creativa. Al centro è il concetto di eleganza, dal latino exlegere, ossia «trarre fuori», «selezionare», che indica la capacità di comunicare senza eccessi, di lasciare un’impressione profonda non con lo sfarzo, ma grazie alla qualità. Un pensiero trasversale a molte culture, declinato in forme diverse ma accomunate dallo stesso principio di essenzialità e misura.
Attraverso il suo sguardo colto, analitico e a tratti giocoso, il grande gallerista ci accompagna lungo una parabola che passa dalle cattedrali gotiche ai templi greci, dai volti ieratici dell’arte bizantina alla violenta espressività di Giotto, dall’armonia classica di Raffaello alla carne opulenta di Rubens, alle deformazioni moderne di Picasso. Per arrivare a comprendere che la storia dell’arte non è un elenco di capolavori, né una sequenza di movimenti ordinati, ma una grande conversazione ininterrotta, dove ogni epoca rielabora le domande lasciate in sospeso da quelle precedenti.
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