Dio Nazione Lavoro: Anima russa e pensiero reazionario
Un’ideologia sepolta che torna a parlare al presente.
E getta luce non solo sulla Russia, ma sul risorgere delle ideologie forti nel nostro tempo.
Il fascismo non è stato soltanto un fenomeno italiano o dell’Europa occidentale.
Negli anni venti e trenta, tra gli esuli russi in Manciuria nacque un movimento che guardava a Mussolini e a Hitler, sognava la riconquista della patria perduta e adottava un motto semplice e radicale: “Dio Nazione Lavoro”. Ma questa non è solo la storia di un movimento marginale: è il punto di partenza di un’indagine più ampia.
Andrea Tarabbia prende quella vicenda come una soglia e la attraversa, mostrando come le idee che animavano il fascismo russo – la missione spirituale della Russia, il legame tra Stato e religione, il primato della nazione, il rifiuto dell’Occidente liberale, il bisogno di ordine e di salvezza – non nascano, e non finiscano, lì. Sono idee profonde, che attraversano l’Ottocento e il Novecento russo: da Dostoevskij a Berdjaev, da Il’in a Gumilëv, fino a Dugin, Surkov e ai teorici contemporanei del potere. Idee che riemergono, trasformate, nel discorso politico della Russia di Putin: nella retorica della patria assediata, nella sacralizzazione dello Stato, nella guerra contro l’Occidente, nella promessa di un’armonia superiore fondata sulla rinuncia alla libertà.
Dio Nazione Lavoro è però anche un libro personale. Tarabbia interroga un universo culturale che ha amato profondamente: la Russia di Dostoevskij, Gogol’, Erofeev, Majakovskij; la Russia della letteratura assoluta, della domanda su Dio, del male, della redenzione, della bellezza che dovrebbe salvare il mondo. E arriva a chiedersi: che cosa abbiamo amato, davvero, quando abbiamo amato la Russia?
E che cosa non abbiamo voluto vedere?
Condividi questo libro
Recensioni e articoli
Non ci sono ancora recensioni o articoli
Altri libri di Andrea Tarabbia
Il giardino delle mosche
« Viene in mente Memorie del sottosuolo di Dostoevskij ». Alberto Sebastiani, La Repubblica « Il libro lascia senza fiato […] Ogni paragone con la romanzeria media sarebbe fuori luogo. Oltre a fare squadra a sé, Tarabbia gioca in un’altra categoria, quella poco affollata dei fuoriclasse ». Alessandro Gnocchi, Il Giornale Tra il 1978 e il 1990, mentre in Unione Sovietica il potere si ...
Andrea Tarabbia — Ponte alle Grazie
Sacro potere
A Mosca, poco lontano dal Cremlino, la Cattedrale di Cristo Salvatore è la sede del patriarcato ortodosso: fu demolita per edificare un palazzo dei Soviet che non fu mai terminato, poi trasformata in una gigantesca piscina, infine ricostruita com’era. Nella cittadina di Kubinka, poco più a est, c’è invece la Chiesa delle forze armate, interamente composta con...
Andrea Tarabbia
Madrigale senza suono
« Solo la fragilità e il dolore, presi per mano dall’amore ci portano nel punto più profondo del mondo. » Corriere della Sera - Alessandro D’Avenia « Tarabbia si avvicina a un fatto attirato da un richiamo morale, e lo usa per indagare − senza alcunché di morboso, miracolo − il Male nella e della Storia attraverso la scrittura, in una tradizione che va dai Demoni di Dostoevskij fino a ...
Andrea Tarabbia — Bollati Boringhieri