Dino non è d'accordo: le cronache di casa Malipiero

In casa Malipiero comanda il professore. O almeno, così crede lui.

Vittorio Malipiero insegna storia e filosofia al liceo classico, corregge i compiti degli altri e sarebbe pronto a correggere anche il mondo — se solo il mondo, e la sua famiglia, lo stessero a sentire. Non lo stanno a sentire. In casa comanda Arianna, sua moglie, il medico di famiglia che risolve i problemi mentre lui li spiega; comandano, a modo loro, due figlie che rispondono a monosillabi; e comanda soprattutto Dino, un weimaraner dallo sguardo grigio-azzurro che a ogni decisione oppone la più eloquente delle obiezioni: si siede, e non si muove.

«Dino non è d'accordo», sentenziano in casa. E, con l'andare dei mesi, il professore è costretto ad ammettere una verità scomoda: che il cane, quasi sempre, ha visto giusto.

Siamo a San Bortolo del Grappa, un paese immaginario ai piedi della montagna che «prende nota» di tutto. Qui, nel giro di un anno — da giugno a giugno — Vittorio si ritrova nel bel mezzo di una piccola guerra civile di provincia: bisogna salvare l'area cani, e il paese si spacca tra assemblee infuocate, petizioni, delibere e un sindaco che è anche suo cugino. Nel frattempo, in casa, si combattono battaglie non meno serie: la dieta imposta a un cane che proprio non ci sta, una figlia adolescente sempre più indecifrabile, e un ragazzo educato e ostinato che ha cominciato a girare intorno alla maggiore, passando ogni giorno da un certo varco nella siepe.

Vittorio mette tutto a verbale dalla sua poltrona di vimini, convinto di vederci chiaro. E scopre, umiliato e divertito, che vedere davvero le cose — le persone, le loro intenzioni, ciò che conta e ciò che è soltanto rumore — è la più difficile delle discipline. Più difficile della filosofia che insegna da trent'anni. Perché mentre lui ragiona, cita e dimostra, è il naso del cane ad arrivare alla verità per primo.

Perché Dino, che non pronuncia una parola, ha su tutto un'opinione precisa, e la esprime con un repertorio infallibile: un orecchio che si abbassa, uno sguardo di traverso, un sospiro lungo che vale più di un'arringa. E ha il vizio, insopportabile per un professore, di avere ragione senza spiegare perché.

Nella grande tradizione della commedia italiana di provincia — quella di Guareschi e di De Crescenzo, con un tocco di Wodehouse — «Dino non è d'accordo» è un romanzo in cui si ride di gusto a ogni pagina e, senza accorgersene, si finisce per pensare. C'è un intero paese di personaggi da amare: una collega-rivale di una vita, un parroco, un barista, una nonna che dà del lei ai nipoti finché non si laureano, un gatto e un geometra. E sotto la risata scorre altro: gli anni che passano, le figlie che crescono e un giorno se ne andranno, un matrimonio che si vuole bene senza dirlo.

È il primo capitolo delle «Cronache di casa Malipiero»: una saga comica e affettuosa in cui riconoscerai la tua famiglia, un paese che sembra di conoscere da sempre, e un umorismo che non fa male a nessuno.

Un libro feel-good per chi ama l'umorismo intelligente, le storie di famiglia e i cani con più buonsenso dei loro padroni. Da leggere in poltrona, possibilmente con un cane ai piedi. Perché in casa Malipiero, alla fine, ha sempre ragione Dino.

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