Il segreto che non c'era: Storia, simboli e lettura delle rune. Volume primo: dall'alfabeto dei mercanti all'invenzione dell'oracolo
Nel 1955, sotto le assi bruciate di un porto norvegese, sono usciti seicentosettanta bastoncini di legno inciso. Non erano formule magiche. Erano ordini di birra, biglietti d'amore, marchi di proprietà.
Le rune sono antiche davvero. I loro nomi risalgono almeno al quinto secolo, e il loro uso magico è documentato da amuleti, pietre che maledicono chi le sposta e bastoncini di guarigione. Ma il sistema divinatorio che si vende oggi, con i ventiquattro significati fissi e le rune rovesciate, è stato costruito fra il 1902 e il 1984. E le sue tappe hanno nomi e date.
Questo primo volume racconta che cosa sono le rune quando si smette di chiamarle misteriose.
Che cosa troverai
Un alfabeto, non un codice segreto: origine del segnario, i reperti più antichi, e perché i runologi ne discutono da centocinquant'anni.
Le tre famiglie di segni: Futhark Antico, Futhark Recente, futhorc anglosassone, e il paradosso di un sistema che diventa più ambiguo proprio mentre lo si dice sacro.
Che cosa dicono davvero le fonti: il capitolo decimo della Germania di Tacito riportato per intero e letto riga per riga, Odino appeso all'albero, le rune di guarigione della saga di Egill. Tutti usi attivi: incidere, colorare, portare addosso. Mai estrarre.
L'invenzione: Guido von List e la sua rivelazione del 1902, l'ariosofia, Karl Maria Wiligut e l'apparato simbolico delle SS, la ripulitura del 1954, e Ralph Blum che nel 1982 crea il mercato mondiale dichiarando di aver costruito i significati sull'I Ching cinese.
Perché questo libro è diverso
Ogni affermazione porta la sua fonte, dentro il testo, mentre la leggi. Ogni volta che qualcosa non si sa, il libro scrive che non si sa. E il capitolo sull'uso politico delle rune, che nessun manuale italiano affronta, è qui per intero: non per colpevolizzare chi legge le rune, ma perché sapere che cosa si ha in mano è il contrario dell'ingenuità.
Questo non è un libro che dice che le rune sono una sciocchezza. È un libro che restituisce alle rune la loro storia vera, che è molto più interessante di quella che gli è stata cucita addosso.
Primo di due volumi. Il secondo contiene i ventiquattro ritratti delle rune, l'arte della lettura e i tre poemi runici tradotti in italiano con il testo originale a fronte.
Le rune sono antiche davvero. I loro nomi risalgono almeno al quinto secolo, e il loro uso magico è documentato da amuleti, pietre che maledicono chi le sposta e bastoncini di guarigione. Ma il sistema divinatorio che si vende oggi, con i ventiquattro significati fissi e le rune rovesciate, è stato costruito fra il 1902 e il 1984. E le sue tappe hanno nomi e date.
Questo primo volume racconta che cosa sono le rune quando si smette di chiamarle misteriose.
Che cosa troverai
Un alfabeto, non un codice segreto: origine del segnario, i reperti più antichi, e perché i runologi ne discutono da centocinquant'anni.
Le tre famiglie di segni: Futhark Antico, Futhark Recente, futhorc anglosassone, e il paradosso di un sistema che diventa più ambiguo proprio mentre lo si dice sacro.
Che cosa dicono davvero le fonti: il capitolo decimo della Germania di Tacito riportato per intero e letto riga per riga, Odino appeso all'albero, le rune di guarigione della saga di Egill. Tutti usi attivi: incidere, colorare, portare addosso. Mai estrarre.
L'invenzione: Guido von List e la sua rivelazione del 1902, l'ariosofia, Karl Maria Wiligut e l'apparato simbolico delle SS, la ripulitura del 1954, e Ralph Blum che nel 1982 crea il mercato mondiale dichiarando di aver costruito i significati sull'I Ching cinese.
Perché questo libro è diverso
Ogni affermazione porta la sua fonte, dentro il testo, mentre la leggi. Ogni volta che qualcosa non si sa, il libro scrive che non si sa. E il capitolo sull'uso politico delle rune, che nessun manuale italiano affronta, è qui per intero: non per colpevolizzare chi legge le rune, ma perché sapere che cosa si ha in mano è il contrario dell'ingenuità.
Questo non è un libro che dice che le rune sono una sciocchezza. È un libro che restituisce alle rune la loro storia vera, che è molto più interessante di quella che gli è stata cucita addosso.
Primo di due volumi. Il secondo contiene i ventiquattro ritratti delle rune, l'arte della lettura e i tre poemi runici tradotti in italiano con il testo originale a fronte.
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