Cobalto: Dalle miniere del Congo ai porti d'Europa, cinque agenti e un registro di nomi. Il secondo romanzo del ciclo di Hydra
Le quattro e dieci del mattino, a Trieste. Un messaggio arrivato da seimila chilometri di distanza illumina un monitor. Non è un errore di sistema: è una richiesta d'aiuto.
Matilde ha imparato a fidarsi delle anomalie. Sono l'unica cosa che il mondo non riesce a truccare del tutto: i numeri che non tornano. Quel messaggio parte da Uvira, sul lago Tanganica, dove una miniera di cobalto alimenta le batterie che teniamo in tasca. Passa per la Bahnhofstrasse di Zurigo, per un ufficio di Amsterdam, per una nave che ha cambiato nome tre volte in due anni.
Per seguirlo servono cinque agenti offline, un registro pieno di nomi e la disciplina di guardare dove tutti gli altri distolgono lo sguardo.
Ogni batteria ha una memoria. Ogni rotta lascia una traccia. Ogni silenzio, prima o poi, trova qualcuno disposto ad ascoltare.
Un thriller sul lato nascosto della tecnologia
Cobalto non è una storia contro il futuro: è una storia per salvarlo. Matilde, Andrea, Francesca, Elena, Amani e Mwana non combattono con armi spettacolari. Combattono con attenzione, metodo e cura. Collegano ciò che il potere ha separato, e trasformano il rumore del mondo in una mappa leggibile — dove ogni persona smette di essere un numero.
Dal Caffè San Marco alle acque dello Ionio, da una gru del porto di Genova a una sala riunioni svizzera: un romanzo che si muove alla velocità dei container e alla temperatura delle persone.
Il ciclo di Hydra
Secondo volume, dopo Questa non è più casa tua. Ogni romanzo racconta una paura nuova del nostro tempo e si legge da solo. Chi comincia da qui, di solito, non si ferma.
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