Quanto è logico essere buoni: Dieci racconti una sfida

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Quanto è logico essere buoni: Dieci racconti una sfida
Autore
Paolo D. Malvinni
Pubblicazione
14/12/2025
Categorie

I personaggi di questi racconti si muovono in epoche diverse ma un filo rosso li collega tutti.

Tina, la bimba in cerca di pace domestica, compie fantasiose trasformazioni della realtà (e ognuno di noi è Tina quando cerca una felicità meno incostante e si inventa una realtà parallela. Un lavoro che stanca. Può capitare, come fa Tina, di prendersi delle pause).

Il venditore ambulante Mamadou soffre di nostalgia ma rimane in una terra a lui poco familiare al solo scopo di aiutare i suoi cari.

L’elefante indiano, condotto suo malgrado a migliaia di chilometri da Goa, si ribella per pochi “squillanti” secondi allo stato di schiavitù.

La giovane Elisa, delusa da un ragazzo, vuole credere nell’
hau, la forza che amplifica il valore del dono. La ritroviamo qualche anno dopo alle prese con un sogno e un incubo.

Due vicini di casa bevono un benefico caffè clandestino durante il
lockdown del 2020.

Il non-pensionato Carlo Battisti, nella magica verosimiglianza del cinema neorealista, rappresenta al meglio la condizione di Umberto D, un vero povero pensionato (dal film di Vittorio De Sica, ed è la vera storia di come fu trovato il protagonista).

In un’altra storia assai realistica si evidenzia quanto noi tutti siamo diventati importanti per via del fatto che stiamo mettendo a disposizione una enorme quantità di dati personali attraverso i dispositivi elettronici che utilizziamo.

L’ultima vicenda propone un brindisi speciale all’inventiva e alla capacità di tener duro quando si vedono cose che altri non vedono, e si intende addirittura mostrarle e dimostrarle. È la storia di un signore di fine Ottocento che fu preso per "spostato" perché preferiva dialogare con i grappoli d’uva piuttosto che con gli umani.

Il personaggio del racconto che dà il titolo alla raccolta si imbatte nel pensiero di C. S. Peirce, filosofo che gli offre una prova assolutamente razionale del fatto che la solidarietà è logica, perché “la logica è radicata nel principio sociale”. Lo dimostra con un esempio da tutti comprensibile e assai convincente.

L’ultima vicenda propone un brindisi speciale all’inventiva e alla capacità di tener duro quando si vedono cose che altri non vedono, e si intende addirittura mostrarle e dimostrarle. È la storia di un signore di fine Ottocento che fu preso per "spostato" perché preferiva dialogare con i grappoli d’uva piuttosto che con gli umani.

Il sottile filo che lega le nove storie, che le tiene in relazione, si avverte di più, chissà perché, quando fa più freddo, il sole è basso e le notti sono lunghe.

Un buon clima anche per leggere.

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