Il bacio di una morta (I grandi classici del romanzo gotico)

Il giovane Alfonso e sua moglie Ines si recano in visita dalla sorella di lui, Clara, allarmati da una lettera in cui quest’ultima dava a intendere che il marito, il conte Guido Rambaldi, non la amasse più e che stesse tramando la sua morte. Ma appena giunti sul posto, apprendono dalla servitù che Clara è spirata e che il conte è partito portando via con sé la figlia, la piccola Lilia. Disperato, Alfonso chiede che la bara, non ancora interrata, venga riaperta per un ultimo saluto, ma, chinatosi per baciare la sorella, percepisce, con estremo sbigottimento, il suo respiro. Clara, che era semplicemente caduta in uno stato di catalessi, viene così salvata da una morte orribile e inizia a raccontare al fratello la sua drammatica vicenda: dall’amore per il conte infedele, alle tresche di quest’ultimo con la perfida Nara, affascinante e crudele danzatrice creola.
Ambientato in una Firenze gotica e tenebrosa e poi a Parigi, “Il bacio di una morta” è uno dei più celebri esempi storici del feuilleton italiano. Pubblicato per la prima volta nel 1886, fu il caso letterario dell’anno insieme al libro “Cuore” e vendette oltre 500.000 copie. Superbe atmosfere macabro-gotiche, intrighi che precorrono il genere poliziesco, personaggi aristocratici, diabolici seduttori e femmes fatales sono solo alcuni fra i suoi ingredienti principali, proprio come nella migliore tradizione del romanzo d’appendice, secondo le regole dettate dai vari Dumas, Collins e Sue, al fianco dei quali l’ingegno della Invernizio regge degnamente il confronto. Dal giorno della sua prima pubblicazione, nel corso di oltre cento anni, “Il bacio di una morta” è stato ripetutamente ristampato, tradotto e imitato, uscendo indenne dalle pesanti critiche dei dotti e sfidando le mode e il tempo, tanto che ancora oggi gli smaliziati lettori contemporanei restano catturati dal fervido ingegno narrativo dell’autrice, inesorabilmente avviluppati nelle spire della sua trama incalzante e ricca di suspence.

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