Birra scura e cipolle dolci

John Cheever scrive questi racconti tra i venti e i trent'anni. Sono short stories imbevute di idealismo e della sua necessaria scia di disillusione, giovanili eppure di uno scrittore già formidabile e formato, da principio pubblicate su riviste di sinistra con tirature risibili e poi via via su magazine sempre più alla moda come Cosmopolitan e Collier's. Non siamo ancora alle cronache minute di ciò che succede dietro i prati perfettamente falciati e le staccionate imbiancate di fresco, ma tra commessi viaggiatori al tramonto dei loro giorni di gloria e marxisti puritani che osservano gli altri bere e divertirsi mentre loro immaginano un'umanità nuova. Parteggiamo per la rivincita di una spogliarellista in là con gli anni e subito dopo assistiamo agli innumerevoli piccoli fallimenti di giocatori d'azzardo sempre alla ricerca di un'ultima opportunità, di un cavallo finalmente vincente e di una felicità mai raggiunta e sempre inseguita con la pervicacia di un baio adombrato. È l'onda lunga della Grande depressione post '29, un'America che va imparando il sapore della nostalgia per un'era mai vissuta e un'innocenza tutta da perdere. Cheever accarezza grazia e peccato, muovendosi tra case sfitte, inquilini che non pagano la pigione e torchi fermi da troppe stagioni. E così incontriamo zingari ubriaconi travestiti da pellerossa e cameriere disposte a ogni sgambetto pur di tenersi strette lavoro e dignità. Incontri che, come sostiene Christian Raimo nell'introduzione, ci ricordano perché vale la pena leggere.

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Mangialibri

Birra scura e cipolle dolci — Mangialibri

In queste traiettorie umane di vedove, finti pellerossa, rappresentanti di commercio, attivisti comunisti, spogliarelliste di mezza età, anziani mariti gelosi, ballerine e scommettitori di cavalli si intravede appena il Cheever della maturità, il cantore malinconico della middle class americana del dopoguerra. Leggi tutta la recensione

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Le lettere

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“Conservare una lettera è come cercare di preservare un bacio” diceva John Cheever per esortare parenti e amici a gettare quelle che lui scriveva. E proprio perché convinto che i destinatari gli avrebbero dato ascolto, il Cechov dell’America suburbana ha confidato per lettera pensieri e timori, eventi importanti e cose di tutti i giorni, e lo ha fatto con un candore, una freschezza, un senso ...

John Cheever — Feltrinelli Editore
Il guaio di Marcie Flint

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“Sto scrivendo a bordo della motonave Augustus, in mare da tre giorni. Ho una provvista di crema di noccioline, e sono un evaso dai suburbi di tutte le grandi città. Che buchi! I suburbi, intendo. Dio mi guardi dai treni vicinali che ti riportano a casa, la sera, con l’idea che la casa è la roccaforte dell’uomo” Che cos'ha combinato Marcie per far scappare suo marito di gran lena dall'altra ...

John Cheever — Feltrinelli Editore
Il pullman per il St. James

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“Per gli innamorati, toccarsi significa trasformarsi. Ogni parte del loro corpo sembra cambiare, e diventano qualcosa di diverso e migliore. Quella parte della loro esperienza che è distinta e separata, la totalità degli anni precedenti il loro incontro si trasforma, appare in funzione di quel momento.” Anche quando la relazione è illecita, nata da sporadici incontri alla fermata dell'autobus ...

John Cheever — Feltrinelli Editore
Percy

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“Uno dei membri che ricordo meglio del lato materno della famiglia era una zia che si faceva chiamare Percy e che fumava il sigaro. Non c’era nessuna ambiguità sessuale in questo. La zia era adorabile, bella e intensamente femminile.” Frammenti di una storia sparita dalle cronache di una famiglia che tutto cancella: una zia che sceglie un nome maschile, dedita a un'arte che la farà tribolare ...

John Cheever — Feltrinelli Editore
Un altro racconto

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“Il mio amico era un principe, e Verona era la sua città, ma i treni dei pendolari, le case bianche dietro gli alberi di tasso, le strade e gli uffici di New York erano divenuti il suo ambiente, e andava vestito con un cappello verde di felpa e un malconcio impermeabile strettamente allacciato alla cintola, con una bruciatura di sigaretta su una manica.” La storia di un italiano che ama così ...

John Cheever — Feltrinelli Editore
Clementina

Clementina

“Ripensò al freddo che la faceva tremare, a quanto bianca fosse la neve, a quanto furtivi fossero i lupi e si domandò perché il buon Dio aveva dato alle persone una così ampia possibilità di scelta rendendo la vita tanto assurda e diversa.” La “perdita dell'innocenza” di una ragazza italiana di campagna che, al seguito di una famiglia americana presso cui si mette a servizio, va a vivere negli ...

John Cheever — Feltrinelli Editore