La leggenda della nave di carta (Fanucci Editore)

Lungo una linea che risale fino alle leggende e ai miti tradizionali del Sol Levante, pur non disconoscendo la lezione dei grandi autori europei della seconda metà dell’Ottocento, come Verne o Wells, i sedici racconti che compongono La leggenda della nave di carta rappresentano una finestra su un mondo, una società, una cultura che sono altro da noi e che, proprio per questo, ci risultano affascinanti, sorprendenti. Distanti dagli stereotipi più diffusi, che vogliono la fantascienza giapponese legata all’epopea di mostri leggendari come Godzilla o alle saghe anime, questi racconti esplorano territori più accidentati e stimolano suggestioni profonde su temi complessi e insoluti come la rapida modernizzazione della società, gli strascichi del militarismo degli anni Trenta e Quaranta, l’inquinamento ambientale, l’isolamento culturale, la condizione femminile, la fiducia – spesso tradita – nel progresso tecnologico. Il ritratto che se ne ricava è quello di un mondo vulnerabile, scosso, proiettato verso il futuro e allo stesso tempo ancorato al suo passato recente, all’evento che ne ha sconvolto l’attualità, segnandone per sempre l’identità e l’immaginario: l’apocalisse atomica su Hiroshima e Nagasaki.

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Mangialibri

La leggenda della nave di cartaMangialibri

Quando il cielo esplode in una nuvola di fumo rosso sangue Susumu ha soltanto dieci anni, è a casa con la mamma a Hiroshima, sua sorella invece è andata a scuola. Di colpo intorno a lui le mura di casa si sgretolano come fossero di sabbia, gli occhi pungono, l’odore di carne bruciata è asfissiante… È un attimo, e nel cortile della Seconda Scuola Elementare di Hiroshima si Leggi tutta la recensione

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