Cenere (Le Grazie)

Compra su Amazon

Cenere (Le Grazie)
Autore
Grazia Deledda
Editore
NOR
Pubblicazione
19/11/2016
Categorie
Una giovane donna, sedotta e abbandonata, viene cacciata di casa dal padre quando viene a conoscenza della sua maternità. Dopo aver abbandonato il figlio, all’età di otto anni, davanti all’abitazione del padre naturale, fa sparire ogni traccia di sé. Il bambino verrà accettato e allevato amorevolmente nella casa paterna dalla madre adottiva. Il destino di Anania sarà comunque segnato dall’ossessiva ricerca della madre, disprezzata e amata. La ritroverà, ridotta alla fame e segnata da una vita disonesta, e tenterà di legarla a se come se entrambi dovessero espiare una pena comune. Sarà la madre a porre fine all’insana ossessione del figlio, arrivando all’estremo sacrificio per liberarlo dalla condanna che volle auto infliggersi di fronte al mondo, all’amore e alla felicità.
Cenere, scritto nel 1904, fa parte dei romanzi della maturità artistica della Deledda. In esso sono presenti tutti gli elementi che l’hanno resa famosa e meritevole del Nobel, primo fra tutti il perfetto compenetrarsi tra i personaggi, con i loro caratteri singolari, e il paesaggio sardo magnificamente descritto. Dal romanzo, nel 1916, fu tratto un film interpretato da Eleonora Duse con la regia di Fabio Mari.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione

Aggiungi un articolo

Non ci sono ancora recensioni o articoli

Altri libri di Grazia Deledda

La regina delle tenebre

La regina delle tenebre

A venticinque anni, bella, ricca, fidanzata, senza aver mai provato un dolore veramente grande, un giorno Maria Magda si sentì improvvisamente il cuore nero e vuoto. Fu come il principio d’un malore fisico, che andò di giorno in giorno aumentando, allargandosi, spandendosi. Ella era felice in casa sua, e un’altra felicità l’aspettava. Ma per raggiungere la nuova felicità, doveva ...

Grazia Deledda
Canne al vento

Canne al vento

“Un dolore cocente lo punse, ma col dolore un intenso desiderio di fare qualche cosa contro il destino.” Intorno a Canne al vento sopravvive un equivoco che è tempo di sciogliere. In genere, infatti, il titolo porta a insistere sul fatalismo che sarebbe proprio dell’arcaico universo sardo dipinto nel romanzo, umilmente rassegnato ad accettare ciò che ...

Grazia Deledda
Canne al vento

Canne al vento

 Il titolo dell'opera più famosa della scrittrice sarda (Premio Nobel per la letteratura, 1926) allude al tema profondo della fragilità umana e del dolore dell'esistenza; in questa direzione mobilita le riflessioni e le fantasie di un eroe protagonista, come un primitivo, un semplice, assai simile al  pastore errante dell'Asia  leopardiano o a uno degli  umili  manzoniani. Il rapporto di ...

Grazia Deledda
La chiesa della solitudine: (Edizione integrale)

La chiesa della solitudine: (Edizione integrale)

La chiesa della solitudine è l’ultimo romanzo di Grazia Deledda. Fu pubblicato nel 1936, poco prima della morte della scrittrice. Il personaggio principale della storia è Maria Concezione, che dopo una malattia tende a isolarsi dagli altri, trascorrendo molto tempo in raccoglimento nella chiesetta vicino casa. Nonostante diverse proposte di matrimonio, l’...

Grazia Deledda
Il Dio dei viventi

Il Dio dei viventi

Basilio Barcai non si è mai sposato, ma dalla sua amante Lia ha avuto un figlio – Salvatore - a cui lascia i suoi beni. Dopo la sua morte, il fratello Zebedeo gli sottrae dalla tasca il testamento e i beni passano al proprio figlio, Bellìa. Ma il gesto non è immune da disgrazie. I sensi di colpa di Zebedeo montano, mentre gestisce quelle ricchezze composte di terre e bestiame, soprattutto ...

Grazia Deledda
Deledda. Racconti sardi (LeggereGiovane)

Deledda. Racconti sardi (LeggereGiovane)

I suoi numerosissimi scritti, ispirati alla vita agro-pastorale della Barbagia le diedero larga fama in Italia e all’estero. Fu in corrispondenza con i maggiori scrittori dell’epoca. Ottenne nel 1926 il premio Nobel per la letteratura. I suoi romanzi, tradotti in moltissime lingue, l’hanno fatta considerare la maggiore espressione della letteratura sarda del 1900.

Grazia Deledda LeggereGiovane