Il profeta muto (Biblioteca Adelphi)
Dopo aver pubblicato su una rivista, nel 1929, alcuni brani di questo romanzo, Roth confessava: «Temo che abbiano provocato soltanto confusione». E fino alla sua morte evitò di dare alle stampe il libro, che apparve postumo nel 1966. Oggi, di fronte a queste pagine, non si resta confusi ma, se mai, sbalorditi. Il vero «profeta muto» è stato Roth stesso: perché questo romanzo scritto ‘a caldo’ non solo coglie come mai prima il nesso inevitabile fra rivoluzione e disillusione, ma anticipa una sensibilità, una prospettiva di giudizio che solo oggi sembra essersi faticosamente formata. E questo si deve innanzitutto al perfetto istinto di narratore che Roth aveva. Così non conosceremo soltanto ‘le idee’ di Kargan, ma ogni suo trasalimento; sapremo che in lui la parola «rivoluzione» si intreccia misteriosamente con l’immagine di una donna che si toglie un guanto (e tutto il romanzo, di fatto, può anche essere letto come una lacerante storia d’amore); ci apparirà del tutto naturale che Kargan e il suo grande amico, il rivoluzionario Berzejev, ritrovandosi fra l’una e l’altra delle loro avventure, si mettano a parlare di «cravatte, cappelli, giacche a doppio petto»; e infine sentiremo continuamente presente in queste pagine l’Europa disgregata dei socialdemocratici orrendamente patriottardi, dei funzionari che navigano sazi tra le rovine, degli intellettuali inconsistenti, delle ragazze illusoriamente emancipate, dei vecchi aristocratici sospesi sul vuoto. In mezzo a loro, Friedrich Kargan si muove davvero come «uno degli esperimenti che qua e là vengono fatti dalla natura prima che si decida a produrre una nuova specie».
Condividi questo libro
Recensioni e articoli
Non ci sono ancora recensioni o articoli
Altri libri di Joseph Roth

Ebrei erranti (Piccola biblioteca Adelphi)
In questo libro appassionante, un reportage che non sapeva di essere un’ultima celebrazione di una grande civiltà alla vigilia della sua scomparsa, Roth ci parla di quegli ebrei orientali ai quali egli stesso apparteneva. E ce ne parla «con amore invece che con quella ‘obiettività scientifica’ che è anche detta noia». Il suo presupposto è «la folle speranza che esistano ancora lettori davanti ...
Joseph Roth — Adelphi
La ribellione (Piccola biblioteca Adelphi)
Fra tutti i romanzi di Joseph Roth, "La ribellione" (1924) è forse il più aspro e sconsolato. Siamo qui immersi nell’atmosfera torbida degli anni di Weimar. Andreas Pum, il protagonista, è un mutilato di guerra che ancora crede nell’ordine del mondo e degli uomini e sogna di gestire una rivendita di francobolli. Ma la sorte, dietro cui si maschera l’oppressione senza scampo esercitata dalla ...
Joseph Roth — Adelphi
Confessione di un assassino (Gli Adelphi)
Questo libro è il «romanzo russo» di Joseph Roth. Vegliati da un orologio di latta, le cui lancette sono ferme o segnano l’ora sbagliata, in un locale di Parigi che è un porto di naufraghi della prima emigrazione russa, alcuni avventori ascoltano una confessione, durante una notte interminabile. E subito siamo irretiti nell’intreccio di un esasperato feuilleton, che è una favola sul Male, sul ...
Joseph Roth — Adelphi
Tarabas: Un ospite su questa terra (Biblioteca Adelphi)
Nikolaus Tarabas, «ospite su questa terra», è una delle grandi figure romanzesche di Joseph Roth. Ma soprattutto è uno dei rari personaggi della letteratura moderna che rappresenti, immediatamente, un destino. «Io leggo nella sua mano che lei è un assassino e un santo», così dice una zingara al giovane Tarabas – e tutta la sua vita sarà una corrente turbolenta e disordinata, i cui meandri ...
Joseph Roth — Adelphi
Zipper e suo padre (Biblioteca Adelphi)
Il narratore di questo romanzo, che Roth presenta come una «cronaca», conosceva bene il vecchio Zipper e suo figlio: aveva condiviso la loro vita in tempo di pace, in tempo di guerra (la prima guerra mondiale), e negli anni dopo la guerra. All’inizio, il giovane Zipper è solo un compagno di classe lentigginoso, che nomina sempre suo padre, come fonte di ogni autorità; e il vecchio Zipper è un ...
Joseph Roth — Adelphi
La leggenda del santo bevitore (Emozioni senza tempo)
‘La legenda del santo bevitore’ è l’ultimo racconto di Roth pubblicato prima della sua morte. Andreas è un ubriacone, ha ucciso il marito della propria amante, è stato in prigione e adesso vive da barbone sotto i ponti di Parigi. In una sera della primavera del 1934 accade un miracolo: un signore anziano e ben vestito gli regala duecento franchi e poiché Andreas, da uomo d'onore, non vuole ...
Joseph Roth — Fermento