Non distogliere lo sguardo: Storie vere di disperazione quotidiana

Un uomo è stato condannato a morte. Al tramonto il boia dovrà ucciderlo. Fino ad allora, per legge, resterà al suo fianco.
Il condannato esprime un ultimo desiderio: parlare con lui per tutto il giorno. Raccontarsi delle storie. Così, mentre il sole lentamente scende, davanti ai due uomini sfilano vite che sarebbe più facile non vedere.
Una ragazza nigeriana che si prostituisce ai bordi di una superstrada. Un venditore ambulante che ogni mattina torna sulla stessa spiaggia sperando che una donna finalmente alzi gli occhi dal suo libro. Una donna che attraversa di notte la stazione Termini distribuendo pasti ai senzatetto, mentre tra quei volti ne cerca disperatamente uno. Sono vite lontanissime dalle nostre. O forse no. Perché a ogni storia qualcosa cambia. Le distanze si accorciano. Le certezze vacillano. Quello che sembrava imperdonabile acquista un volto, ciò che sembrava semplice diventa terribilmente complicato. E la domanda non è più chi siano la vittima e il carnefice, l'innocente e il colpevole. La domanda è: noi, al loro posto, cosa avremmo fatto?
Con una scrittura affilata, ironica e capace di toccare le nostre corde più profonde, Adamo Romano porta nel suo primo romanzo le esistenze che ogni giorno incrociamo senza fermarci: gli invisibili, gli esclusi, gli ultimi, ma anche persone apparentemente comuni dietro le cui porte si consumano battaglie che nessuno vede.
Non distogliere lo sguardo è un romanzo sulla disperazione quotidiana, ma soprattutto sul nostro bisogno di giudicare gli altri prima di conoscerne la storia.
Perché è facile emettere una sentenza quando guardiamo da lontano.
Il difficile è continuare a sostenerla quando, finalmente, guardiamo qualcuno negli occhi.

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