Don Felice: memorie di Eduardo Scarpetta
Dopo lungo esame cui convenisse meglio dedicare queste mie MEMORIE, niuno più degno ho potuto scorgere che voi, o miei amati concittadini. I cortesi e replicati segni di affetto, dei quali mi siete stati larghi sempre mi sono andati al cuore, e non posso tenermi dal ringraziacene. Non vi dispiaccia questa dimostrazione della mia gratitudine. E poi il mio povero libretto abbisogna di un illustre appoggio, e non potrebbe esso rinvenirlo che in voi. Voi che incoraggiaste il povero artista, il modesto commediografo, degnatevi ricettar cortesemente il mio nuovo lavoro, ed accoglietelo con uno sguardo di compiacimento. Questa grazia mi sarà ancora una prova della vostra benevolenza, della quale sono studiosissimo e giustamente superbo.
Continuate a volermi bene.
Marzo del 1883
EDUARDO SCARPETTA
Eduardo Scarpetta (Napoli, 13 marzo 1853 – Napoli, 29 novembre 1925) è stato uno dei più importanti commediografi e attori italiani, considerato il padre del teatro comico napoletano moderno.
Figlio di una famiglia modesta, iniziò giovanissimo la carriera teatrale, distinguendosi per il suo naturale talento e la capacità di rinnovare la tradizione della commedia napoletana. Creò il celebre personaggio di Felice Sciosciammocca, simbolo dell'uomo comune napoletano, ingenuo ma arguto, che divenne il suo marchio di fabbrica.
Scarpetta scrisse oltre cinquanta commedie, tra cui Miseria e Nobiltà, una delle più note e ancora oggi rappresentate. Fu anche un innovatore del linguaggio teatrale, mescolando dialetto e italiano, e contribuì a rendere il teatro accessibile a un pubblico più ampio.
La sua vita privata fu complessa e segnata da una grande famiglia artistica: tra i suoi figli naturali figurano Titina, Eduardo e Peppino De Filippo, che ereditarono il suo talento e portarono avanti la tradizione teatrale napoletana.
Eduardo Scarpetta morì a Napoli nel 1925, lasciando un'eredità culturale che ha profondamente influenzato il teatro italiano del Novecento.
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