La Maledizione del Cervo: Ascesa e declino dei Fontaines D.C (tanti dischi che non me ne ricordo)
Dublino non è una città: è un presagio.
Una porta che si apre solo a chi accetta di essere scalfito, attraversato, trasformato.
In queste pagine la segui mentre sussurra, ferisce, illumina: è la madre oscura e brillante dei Fontaines D.C., cinque ragazzi che hanno deciso di restituirle la voce che lei aveva nascosto tra pub storti, marciapiedi che sbriciolano e cieli che non smettono mai di pesare.
Questa non è una biografia.
Non è un saggio.
Non è una cronaca musicale.
È la storia di un’ascesa che sa già del proprio declino, il momento preciso in cui una band smette di essere promessa e diventa inevitabilità. Un racconto fatto di strade bagnate, poesie sussurrate tra le birre, rabbie che diventano inni, amicizie che somigliano a fratture, concerti vissuti come esorcismi.
È il romanzo di una città che plasma i suoi figli e poi li osserva bruciare.
È la testimonianza del punto esatto in cui la luce comincia a tremare, e proprio per questo diventa leggenda.
Se amate i Fontaines D.C., se li avete visti esplodere sul palco, se avete sentito il loro suono attraversarvi come un vento che non assolve, qui troverete ciò che resta quando la musica tace: il ritmo segreto che li ha creati.
Benvenuti nell’ascesa.
Benvenuti nel precipizio.
Benvenuti a Dublino.
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