La SAGA de I DECEDUTI DI CARRAPIPA (DELPHICA CIRRICA)
Carrapipa è un'antico paese siculo sospeso come un'àmaca tra due colline: in una sorge una antica Abbazìa, caudata dal Cimitero, e nell'altra un Maschio, sede del Municipio, caudato da una tenuta avvolta dal fiume Pan, dove risiede l'antica stirpe dei Panàpi da tempo immemorabile. Di fronte sta il mare africano che varcò Enea, il quale fece sosta a Carrapipa, lasciando eredi, prima di raggiungere il Lazio. Il paese esisteva già da tanto tempo, un millennio prima della fondazione di Roma. In questo scenario si svolge quasi tutta la storia. In seguito si diramerà tra Calamìnchia e Minchjàrra, due paesotti più grossi che delimitano a destra e a manca la piàna carrapipiana. Nel retro sorge alta Scarabèo dove pontifica il sapiente canonico Sinesio Stanuzza. In questo triangolo amèno di olivi millenari trovarono rifugio molti filosofi antichi, Maghi e Profeti.
La storia comincia il 18 marzo di un anno sconosciuto col ritorno di Spiridione Ràdica, filosofo carrapipiano in fama di Mago per avere ritrovato un porco smarrito il giorno stesso della scomparsa. La vicenda era tramandata dal macellaio Agrippino Li Cuti che, risollevato dal ritrovamento, dopo avere acceso un cero di ringraziamento a San Spiridione Abate, patrono di Carrapipa, volle allietare i carrapipiani con un Simposio. Quel ritorno non era casuale. Il Mago sapeva che sarebbe morto il 18 marzo di un anno sconosciuto. Questo suo convincimento era suffragato dal fatto che tutti i suoi antenati erano deceduti il 18 marzo di anni diversi pur essendo in perfetta salute, tutti fulminati per capriccio dalla Divinità. Il Mago, reduce sempre da viaggi misteriosi, ricompariva sempre quel giorno per decedere volendo che il fulmine lo cogliesse a Carrapipa, dove erano sepolti i suoi antenati, a meno che la Divinità non gli concedesse una proroga. E quel giorno la Divinità gli riservò una macabra sorpresa: a Carrapipa era stato commesso un delitto eccellente da mano ignota. Bartolomeo Fognana, un luminare delle Arti, fondatore di una Scuola artistica chiamata il Pirico, era stato trovato stecchito in sede con un coltello piantato nella schiena. Nessuno si fidava più della Benemerita sotto il comando del maresciallo Sucarro Fitùso per il gran numero di delitti impuniti. La cerchia degli illuminati collaboratori del Pirico, i prossimi del defunto, si precipitò dal Mago supplicandolo di acciuffare l'assassino. Chi meglio di lui che aveva ritrovato il porco lo stesso giorno della scomparsa?!
Riuscirà Spiridione Ràdica ad acciuffarlo ?
La storia comincia il 18 marzo di un anno sconosciuto col ritorno di Spiridione Ràdica, filosofo carrapipiano in fama di Mago per avere ritrovato un porco smarrito il giorno stesso della scomparsa. La vicenda era tramandata dal macellaio Agrippino Li Cuti che, risollevato dal ritrovamento, dopo avere acceso un cero di ringraziamento a San Spiridione Abate, patrono di Carrapipa, volle allietare i carrapipiani con un Simposio. Quel ritorno non era casuale. Il Mago sapeva che sarebbe morto il 18 marzo di un anno sconosciuto. Questo suo convincimento era suffragato dal fatto che tutti i suoi antenati erano deceduti il 18 marzo di anni diversi pur essendo in perfetta salute, tutti fulminati per capriccio dalla Divinità. Il Mago, reduce sempre da viaggi misteriosi, ricompariva sempre quel giorno per decedere volendo che il fulmine lo cogliesse a Carrapipa, dove erano sepolti i suoi antenati, a meno che la Divinità non gli concedesse una proroga. E quel giorno la Divinità gli riservò una macabra sorpresa: a Carrapipa era stato commesso un delitto eccellente da mano ignota. Bartolomeo Fognana, un luminare delle Arti, fondatore di una Scuola artistica chiamata il Pirico, era stato trovato stecchito in sede con un coltello piantato nella schiena. Nessuno si fidava più della Benemerita sotto il comando del maresciallo Sucarro Fitùso per il gran numero di delitti impuniti. La cerchia degli illuminati collaboratori del Pirico, i prossimi del defunto, si precipitò dal Mago supplicandolo di acciuffare l'assassino. Chi meglio di lui che aveva ritrovato il porco lo stesso giorno della scomparsa?!
Riuscirà Spiridione Ràdica ad acciuffarlo ?
Condividi questo libro
Recensioni e articoli
Non ci sono ancora recensioni o articoli
Altri libri di Filadelfo Cirrone
Agatònica
“Agatònica” si presenta come continuazione de’ “I deceduti di Carrapipa e Ganimedònica”. Ganimede rimane sempre il protagonista, l’efebo che ispira tutti gli atti del narratore, Delfino, che racconta di un’esperienza mistica in cui gli si squaderna il futuro dell’abbazia di Carrapipa, scenario fantastico della trilogia. Il racconto è allegoria di quanto si prospetta all’umanità, lacerata tra ...
Filadelfo Cirrone — Booksprint