LE OPERE DI GAIO SALLUSTIO CRISPO: LA CONGIURA DI CATILINA - LA GUERRA GIUGURTINA - I FRAMMENTI DELL’HISTORIAE
GAIO SALLUSTIO CRISPO
DE CONIURATIONE CATILINAE HISTORIA
LA STORIA DELLA GUERRA GIUGURTINA
FRAMMENTI DELLA HISTORIA:
Orazione di M. Emilio Lepido console al popolo romano contro Silla
Orazione di L. Filippo contro Lepido nel senato
Orazione di C. Cotta console al popolo
Lettera di Gneo Pompeo al Senato
Orazione di Licinio Macro tribuno della plebe al popolo
Lettera del re Mitridate al re Arsace
Proveniente da una famiglia di stirpe plebea (la gens Sallustia) legata alla nobilitas municipale, Sallustiocompì a Roma il cursus honorum, divenendo prima questore, poi tribuno della plebe e infine senatore della res publica.
Dopo essere stato cacciato dal Senato per indegnità morale, partecipò alla guerra civile del 49 a.C. tra Cesare e Pompeo, schierato tra le file cesariane. Dopo la sconfitta di Pompeo, Cesare lo ricompensò per la sua fedeltà conferendogli la pretura, riammettendolo in Senato e nominandolo governatore della provincia dell'Africa Nova. Dopo la fallimentare esperienza di governo e a seguito della morte di Cesare, si ritirò dalla vita politica; in questo momento si diede alla stesura di opere a carattere storico, in particolare le due monografie De Catilinae coniuratione e Bellum Iugurthinum, le prime della storiografia latina, e delle Historiae, un'opera di tipo annalistico. Grazie a queste importanti opere ottenne un'enorme fama ed è annoverato tra gli storici latini più importanti del I secolo a.C. e di tutta la latinitas.
Le opere di Sallustio ci sono tramandate per tradizione diretta dai codici medioevali: le due monografie, il De Catilinae coniuratione e il Bellum Iugurthinum, composte e pubblicate negli anni fra il 43 e il 40 a.C., e le Historiae, di cui restano numerosi frammenti, iniziate intorno al 39 a.C. e rimaste incompiute, che forse dovevano fungere da allaccio tra le due monografie.
Il De Catilinae coniuratione è la prima vera e propria monografia storica mai composta in tutto il mondo latino. L'opera, come si comprende dal titolo, tratta la congiura di Lucio Sergio Catilina e il moto che ne seguì nel 63-62 a.C. Alla trattazione della cospirazione, Sallustio fa precedere un'analisi della condotta cesariana del 66-63, dimostrata (anche se non lo fu realmente) del tutto esente da colpe nel tentativo insurrezionale e vista come unica valida alternativa al corrotto "regime dei partiti" (“mos partium atque factionum”) di cui auspica la fine, con conseguente riflesso sulle sue scelte politiche.
Il Bellum Iugurthinum è la seconda monografia storica composta da Sallustio e narra, in 114 capitoli, la guerra combattuta dai Romani (111-105 a.C.) contro Giugurta, re di Numidia. Il pretesto bellico serviva però a mascherare un'altra guerra: quella interna, del popolo che combatteva la prepotenza della nobiltà senatoria, detentrice del monopolio delle imprese militari a vantaggio dei suoi appaltatori, avidi di nuovi guadagni provinciali.
Dopo le due monografie Sallustio si cimentò anche in un'opera annalistica di più ampia portata, le Historiae. Esse dovevano narrare, secondo una scansione per annum, la storia dal 78 a.C., anno della morte di Silla, fino al 67 a.C. anno della vittoriosa campagna di Pompeo contro i pirati. Si tratta dunque del periodo che già nella prima monografia (De Catilinae coniuratione) era stato definito cruciale nel processo di progressiva corruzione e degenerazione dello Stato repubblicano.
Dell'opera, che Sallustio lasciò incompiuta, restano solo dei frammenti.
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