L'incredibile mondo di Noéma
In un mondo indistinto, sotto il peso di una guerra non nominata, un padre e un figlio si rifugiano sottoterra. Per salvare il bambino dalla paura, il padre trasfigura la realtà in una favola: le bombe non sono esplosioni, ma i boati lontani di un temporale straordinario, generato dallo scontro tra creature leggendarie in un altro incredibile mondo, dove gli esseri umani non sono mai esistiti.
Qui, due grandi civiltà di animali fantastici e antropomorfi governano il mondo di Noéma: i Vàrsidi, felini, predatori fieri e gerarchici e gli Aelthar, cervidi, pacifici e spirituali.
I primi vivono secondo il culto della forza, della strategia e del merito. I secondi seguono una visione collettiva e mistica, volta all’armonia.
L’equilibrio tra queste due visioni del mondo è da sempre precario. Quando riemerge una profezia dimenticata, ciascuna stirpe la interpreta secondo i propri valori: per i felini è il segno dell’ascesa e della conquista; per i cervidi, un monito che invita alla prudenza, ma li divide su come agire.
Nel mezzo del caos emergono due figure: Ravos, giovane leopardo addestrato alla guerra ma sempre più inquieto di fronte alla cieca ambizione del suo popolo ed Helara, una cerva sapiente dal manto di piume d’uccello, determinata a comprendere il vero significato della profezia. Il loro incontro, osteggiato da entrambe le società, si trasforma in un legame profondo e inaspettato, che li conduce a un viaggio attraverso le terre selvagge, i miti dimenticati e i segreti più oscuri delle loro civiltà.
Man mano che si avvicinano alla verità, Ravos ed Helara scopriranno che la profezia è solo una maschera: un pretesto usato da entrambe le stirpi per riaffermare il controllo e la paura del diverso. Solo accettando l’unione tra le loro differenze potranno spezzare il ciclo del conflitto e rivelare una nuova visione del mondo — né felina né cervide, ma finalmente libera.
Il romanzo intreccia elementi epici e simbolici in una narrazione accessibile, riflessiva e ricca di immaginazione. Una parabola moderna sull’identità, il pregiudizio e il potere redentivo della narrazione. Un’opera che invita a pensare, a sentire e a sperare.
Qui, due grandi civiltà di animali fantastici e antropomorfi governano il mondo di Noéma: i Vàrsidi, felini, predatori fieri e gerarchici e gli Aelthar, cervidi, pacifici e spirituali.
I primi vivono secondo il culto della forza, della strategia e del merito. I secondi seguono una visione collettiva e mistica, volta all’armonia.
L’equilibrio tra queste due visioni del mondo è da sempre precario. Quando riemerge una profezia dimenticata, ciascuna stirpe la interpreta secondo i propri valori: per i felini è il segno dell’ascesa e della conquista; per i cervidi, un monito che invita alla prudenza, ma li divide su come agire.
Nel mezzo del caos emergono due figure: Ravos, giovane leopardo addestrato alla guerra ma sempre più inquieto di fronte alla cieca ambizione del suo popolo ed Helara, una cerva sapiente dal manto di piume d’uccello, determinata a comprendere il vero significato della profezia. Il loro incontro, osteggiato da entrambe le società, si trasforma in un legame profondo e inaspettato, che li conduce a un viaggio attraverso le terre selvagge, i miti dimenticati e i segreti più oscuri delle loro civiltà.
Man mano che si avvicinano alla verità, Ravos ed Helara scopriranno che la profezia è solo una maschera: un pretesto usato da entrambe le stirpi per riaffermare il controllo e la paura del diverso. Solo accettando l’unione tra le loro differenze potranno spezzare il ciclo del conflitto e rivelare una nuova visione del mondo — né felina né cervide, ma finalmente libera.
Il romanzo intreccia elementi epici e simbolici in una narrazione accessibile, riflessiva e ricca di immaginazione. Una parabola moderna sull’identità, il pregiudizio e il potere redentivo della narrazione. Un’opera che invita a pensare, a sentire e a sperare.
Condividi questo libro
Recensioni e articoli
Non ci sono ancora recensioni o articoli