Settembre e ottobre 1943, la guerra nell'alto casertano e a Sparanise: Quaderno di storia locale in occasione dell'80° anniversario

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Settembre e ottobre 1943, la guerra nell'alto casertano e a Sparanise: Quaderno di storia locale in occasione dell'80° anniversario
Autore
Salvatore Piccolo
Pubblicazione
18/08/2024
A Sparanise, dopo la guerra, si decide di onorare le vittime di settembre e ottobre 1943, vi sono state sia vittime per mano tedesca sia vittime delle bombe e delle incursioni alleate.

Vengono eretti due distinti monumenti, ma su quello dedicato ai bombardamenti si scrive “alle vittime di bombardamenti
e incursioni aeree”, senza indicare che sono aerei alleati.

Il campo di
battaglia non è una trincea, ma un territorio composto da città, paesi, infrastrutture e che ha una storia millenaria rappresentata da monumenti e bellezze artistiche uniche al mondo.

Le linee difensive realizzate in tempi brevi sono ostacoli insormontabili per gli alleati. A Cassino passa la linea Gustav, preceduta da una raggiera di ulteriori linee difensive che sfruttano la conformazione orografica del territorio, quest’ultime si trovano in Terra di Lavoro che è quindi attraversato dalla linea del fronte di guerra.

Gli attacchi sono rintuzzati con grande gagliardia militare dai difendenti e le perdite sono rilevanti, la supremazia dei cieli è totale
e allora gli alleati bombardano senza trovare ostacoli, spesso senza raziocinio.

Non riescono a sfondare la linea Gustav e credono che uno dei motivi possa essere rappresentato dal monastero di
Montecassino che viene raso al suolo nonostante sia uno dei luoghi fondativi del monachesimo europeo e della civiltà occidentale, la distruzione non porterà alcun vantaggio militare.

Nei giorni dell’asse anche gli
italiani hanno fatto la guerra, catturato prigionieri che hanno rinchiuso in campi di prigionia. Uno era presente a Capua dove gli italiani sparano e uccidono due ufficiali inglesi che hanno tentato la fuga, solo pochi mesi dopo avviene la resa italiana, rapida e senza condizioni, e i tedeschi si trasformano in nemici veri e propri quando il governo Badoglio, il 13 ottobre 1943, dichiara guerra alla Germania.

Sono grandi cambiamenti che si verificano tenendo in scarsa
considerazione coloro che la storia la subiscono, la popolazione civile e gli stessi militari italiani che, da un giorno all’altro, scoprono un nuovo nemico attraverso i notiziari radiofonici. Un esercito allo sbando che è lo specchio di un paese abbandonato a stesso. Ogni nucleo familiare elabora una propria strategia per scampare alle bombe alleate oppure per allontanarsi da quello che è il fronte della guerra in lento movimento.

A volte le scelte sono sbagliate e si finisce colpiti dalla
mitragliatrice dei caccia alleati che di scorta ai bombardieri si abbassano al suolo e sbagliano obbiettivo, altre volte si costruiscono rifugi artigianali in un giardino per ripararsi dalle bombe, ma un ordigno centra in pieno l’ingresso del rifugio uccidendo tutti coloro che lo occupano compresi i vicini di casa del proprietario ospitati in numero copioso. È la guerra che entra nelle case, nella vita quotidiana: bombardamenti aerei, eccidi, violenza, e anche campi di prigionia.

Abbiamo diviso questi scritti in tre distinti capitoli dedicati proprio al centro di raccolta e smistamento di prigionieri di Sparanise, ai bombardamenti alleati e, infine, all’eccidio del 22 ottobre di matrice tedesca dove vengono uccisi 35 persone come attesta la motivazione della medaglia d’oro al valore civile conferita a Sparanise nel 1999.

A
Capua. il 9 settembre ha luogo il più devastante bombardamento alleato contro una sola città della seconda guerra mondiale nel fronte mediterraneo. Una catastrofe per numero di morti, 1062, e per la distruzione di strutture, monumenti e chiese. Sono poi colpite dalle bombe alleate le cittadine di Grazzanise, Teano e la stessa Sparanise.

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