Tra mare e versi: Jacopo da Lentini e la Sicilia della lingua
Un romanzo storico ambientato nella Sicilia del Duecento.
Una storia di poesia, potere e identità meridionale.
L’uomo che inventò la lingua italiana, prima di Dante.
Sicilia, XIII secolo. Nel cuore della corte di Federico II, tra filosofi arabi e poeti del Mediterraneo, un giovane notaio di Lentini compie una rivoluzione silenziosa: crea una lingua che nessuno aveva mai osato scrivere.
Jacopo da Lentini non brandisce spade né corone — la sua arma è la parola.
Con il suono del Sud e la luce del mare, trasforma il volgare in poesia, il silenzio in canto, la sua terra in un ponte tra Oriente e Occidente.
“L’inventore della lingua italiana” racconta la nascita di una voce comune, quando il Sud divenne culla della cultura europea.
Tra l’amicizia e la tragedia di Pier delle Vigne, l’enigma di Federico II e l’amore segreto per Livia, Jacopo scopre che la vera nobiltà non è nel sangue, ma nel verbo.
Un romanzo intenso e lirico, che unisce storia e sentimento, fede e conoscenza, memoria e destino.
Perché la lingua italiana non nacque a Firenze — ma sotto il sole di Sicilia.
Perfetto per chi ama:
romanzi storici,
storie di identità meridionale,
il fascino della Sicilia medievale,
la poesia e il potere delle parole.
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