Come recidere i rami secchi: l'arte della potatura esistenziale
Ma sarebbe bello se lo fosse.
Perché almeno le piante, quando le tagli, non protestano.
Non ti scrivono messaggi pieni di punti di sospensione.
Non ti dicono: “Dopo tutto quello che ho fatto per te.”
Le piante, al massimo, appassiscono in silenzio.
Gli esseri umani no.
Questo è un manuale di potatura selettiva dell’umano superfluo.
Di bonifica affettiva.
Di diserbo spirituale.
Un piccolo erbario tossico con finalità terapeutiche.
Perché tagliare
Viviamo in un’epoca che ci ha insegnato a coltivare:
relazioni, esperienze, contatti, reti, presenze.
Ma nessuno ci ha insegnato a tagliare.
Tagliare è percepito come atto di violenza.
Ma in botanica, è sopravvivenza.
Chi non taglia, si appesantisce.
Chi non recide, si deforma.
Chi non estirpa, si ammala.
E se è vero che “siamo la media delle cinque persone che frequentiamo di più” (Jim Rohn), allora tanto vale scegliere bene chi lasciamo crescere nel nostro vaso.
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