Meglio Poi che mai: In viaggio con Giorgio Poi
Uno che non alza mai la voce, che non chiude le frasi con i punti esclamativi.
Che non scrive inni generazionali, ma canzoni che si infilano nei giorni comuni e ci restano.
Uno che non cerca di impressionare, ma finisce per farlo.
Uno che non annuncia rivoluzioni, perché già l’ha fatta.
Con frasi sottili, suoni puliti, strade percorse a piedi e pensieri che si fermano in parcheggio.
Anche questo libro è nato così: senza clamore, senza fanfare.
Non è una monografia definitiva, non è una mappa completa.
È una passeggiata attenta nell’opera di un autore che lavora con i margini, che preferisce suggerire piuttosto che spiegare.
Che aggiunge complessità restando semplice.
Che cambia senza smentirsi.
È un libro su un equilibrio.
Quello tra l’ironia e la malinconia, tra la leggerezza e la densità, tra il racconto e l’evocazione.
E se vi sembra poco, è solo perché Giorgio non ha mai avuto fretta di farsi notare.
Ma una volta che lo si ascolta davvero, non si smette più di seguirlo.
Al suo passo.
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