L’ultima riga di codice

Compra su Amazon

L’ultima riga di codice
Autore
Agostino Banchi
Pubblicazione
15/12/2024
L’ultima riga di codice è più di un romanzo. È un thriller tecnologico e apocalittico, un viaggio psicologico, una narrazione di fantapolitica che sfida ogni definizione. Un’esperienza intensa, senza tregua, capace di sorprendere e inquietare, di accendere il pensiero e di commuovere.
Xavier, genio informatico e rifugiato volontario in un paradiso tropicale, vede il suo universo collassare. La rete crolla. La civiltà vacilla. La paura si insinua ovunque. Le sue figlie sono lontane - separate dalla distanza, dalle scelte, dalle omissioni. Ora, deve lottare per loro e per ciò che resta di sé. Dalla Polinesia alle Alpi francesi, si ritrovano in una corsa contro il tempo. Quindici ore. Quindici fusi orari. Una guerra informatica capace di riscrivere gli equilibri globali.
Personaggi complessi, ambigui, mossi da ideali, ossessioni, amore, rabbia, perdono. Al centro, un sistema che li divora. Una tecnologia che li rende potenti e vulnerabili. Schiavi e padroni delle loro creazioni.
Tre uomini. Tre padri. Tre visioni opposte e identiche. Ognuno spinto dalla stessa urgenza: proteggere i propri figli, le proprie idee, il proprio mondo. C’è chi è disposto a tutto pur di salvare ciò che ama, chi cerca vendetta, chi sogna un futuro purificato.
Tre donne. Tre vite. Tre sogni intrecciati da un legame invisibile.
Tra giusto e sbagliato, tra sacrificio e ossessione, si gioca il destino di tutti.
Un libro che trascina, scuote, commuove.
Leggetelo. Lascerà il segno.


Estratto del primo capitolo.

La Paura
Luogo: Pakistan, montagne del Sulaiman
Ora locale: 16:15 UTC+5
Trenta minuti dopo il giudizio.
«Sequenza di lancio confermata.»
La control room era immersa in un silenzio spettrale. Gli schermi spenti non fornivano risposte. L’ordine era stato eseguito, anche se nulla aveva senso. Amir, con mani tremanti, aveva digitato i codici. Aveva seguito i protocolli senza discutere, come un automa, fino alla fine, ma la fine era già scritta.
La rappresaglia indiana sarebbe stata inevitabile, e i muri di cemento armato non avrebbero retto, nulla avrebbe retto.
Incrociò lo sguardo di Farooq. Nei suoi occhi scuri c’era lo stesso terrore che lo divorava.
Le labbra si mossero, senza voce. «Allah, abbi pietà di noi.»
Poi, interrompendo la sacralità di quella preghiera, l’unico telefono funzionante squillò.
«Revocare immediatamente» disse dall’altra parte della linea. Seguì una serie di codici, pronunciati con una fretta che ne tradiva l’urgenza.
Amir si aggrappò alla cornetta. «Confermate, per favore.»
«Confermiamo. Distruggete il missile.»
«Le linee satellitari sono compromesse.»
Il silenzio cadde di nuovo, ancora più opprimente.
Amir si lasciò sprofondare nella sedia, le mani sul viso, le dita affondate nella carne. «Non c’è più nulla da fare.»
Dall’altra parte del confine, in una base identica, uomini di un’altra fede, con lo stesso terrore negli occhi, tentavano disperatamente di revocare la risposta nucleare. I loro comandi incontravano la stessa resistenza. I loro tentativi erano vani… ma la loro arma no.
E così, a chilometri di distanza, in un tempo troppo breve persino per un’ultima supplica, due luci oscurarono il sole. Prima una, poi l’altra, lasciando dietro di loro, solo polvere e preghiere ridotte in cenere.
Poi, tutto tacque per sempre.
La paura aveva parlato. La paura aveva deciso. E, come sempre, non aveva lasciato nulla dietro di sé.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione

Aggiungi un articolo

Non ci sono ancora recensioni o articoli